Camozzi Open Gran Charrier, cui però manca il bis col doppio

BRESCIA. La dodicesima edizione del Camozzi Open-Memorial Cav. Attilio Camozzi parla francese. Alla campionessa del singolare femminile (sabato) Zoe Maras, si aggiunge ieri il connazionale Nicolas Charrier, protagonista di una settimana da incorniciare. A livello Itf l’atleta di Marsiglia si era già aggiudicato 11 titoli individuali, ma raramente era riuscito a dominare come fatto a Brescia sui campi indoor del Tennis Forza e Costanza 1911. In quattro match non ha ceduto alcun set, prendendosi il titolo in una finale interrotta dal ritiro del brasiliano Gustavo Carneiro Silva, bloccato da un problema muscolare al braccio destro in avvio del secondo set. Fino a quel momento, il brasiliano non era parso in difficoltà, riuscendo a portarsi avanti di un break (3-2) nel set iniziale, salvo poi subire rimonta di Charrier, fino al 6-4. Il secondo set, invece, è durato poco più di un game. Sull’1-0 peril transalpino, l’atleta carioca ha gettato la spugna. Charrier, già campione a Brescia due anni fa neldoppio, diventa il secondo francese a entrare nell’albo d’oro del singolare maschile del Camozzi Open, dopo David Dalmasso, che si impose nell’edizione del 2015. Il marsigliese è sceso nuovamente in campo per la finale del torneo di coppia insieme al connazionale Clement Miranda, a caccia di un bis singolare- doppio ottenuto per l’ultimavoltanel2022daMartinLegner. Ma l’impresa è rimasta distante, perché il cileno Brayan Tapia e l’austriaco Maximilian Taucher (già campione in doppio a Brescia dodici mesi prima) hanno imposto fin dall’inizio un ritmo superiore. Punto dopo punto, game dopo game, il cileno e l’austriaco hanno costruito un successo mai in discussione, fino al 6-2 6-3 che ha fatto calare il sipario su una nuova edizione di successo del torneo internazionale bresciano di Tennis in carrozzina. Si è quasi giocata interamente indoor a causa delle intense piogge delle prime giornate, ma è stata ugualmente apprezzata da giocatori, pubblico e appassionati. «Malgrado il meteo non sia stato clemente – afferma Marco Colombo, presidente di Active Team – la nostra splendida macchina organizzativa ha saputo supplire a tutte le difficoltà. Siamo ormai rodati, ma ogni anno ci troviamo di fronte a una grande sfida e l’abbiamo vinta al motto di “Nothing is impossible”. Peccato per la sconfitta di Alberto Saja nella finale del Quad, anche se l’atleta di Villanuova sul Clisi sta vivendo comunque una grande stagione