Quattro atleti Active Sport Brescia a Glasgow per i mondiali di handbike: Risultato straordinario

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Poteva, nella prima storica edizione dei Campionati mondiali di ciclismo che raggrupperà tutte le discipline (pista, strada, mountain bike, paraciclismo e altre), mancare una forte impronta dell’Active Team La Leonessa? La risposta naturalmente è no, non poteva mancare, perché la società bresciana particolarmente attiva nel paraciclismo è diventata una delle realtà più importanti del panorama italiano e ora si appresta a vivere un altro momento da ricordare. Fra i 32 convocati del commissario tecnico della nazionale di paraciclismo Pierpaolo Addesi, partiti venerdì mattina dall’aeroporto di Linate alla volta di Glasgow (Scozia), ci sono la bellezza di quattro atleti di Active Sport, due dei quali prossimi al debutto mondiale. C’è naturalmente Simona Canipari, la stella bresciana dell’handbike che nel Regno Unito difenderà la doppia medaglia d’oro (prova in linea, prova a cronometro) delle ultime due edizioni dei Campionati mondiali, così come Mirko Testa che lo scorso anno in Canada conquistò un bronzo nella crono. Ma per la prima volta fanno parte della spedizione iridata anche il pratese Christian Giagnoni, vincitore a giugno del titolo italiano a cronometro (categoria MH4), e il veneto Omar Rizzato. Ambedue avevano già avuto esperienze con la maglia azzurra della nazionale, ma mai nella competizione più prestigiosa del calendario mondiale.

Dopo il ritiro del mese scorso a Livigno, gli atleti sono pronti per lottare per le medaglie: mercoledì 9 agosto la prova a cronometro, venerdì 11 la gara in linea. La chiamata per la rassegna di Glasgow è un grande (e meritato) onore per il quartetto Active Sport, ma anche un risultato che riempie di soddisfazione la società che da tempo rappresentano: solo altre due realtà impegnate nello sport paralimpico, in Italia, garantiscono alla nazionale di ciclismo un numero di atleti superiore rispetto all’associazione bresciana. “Siamo veramente fieri di questo traguardo – dice Marco Colombo, presidente di Active Sport – sia in termini numerici, visto che portare quattro rappresentanti in nazionale è qualcosa che non capita tutti i giorni, sia perché due di questi atleti (Simona Canipari e Mirko Testa, ndr) sono prodotti del nostro vivaio, da noi introdotti al mondo dell’handbike quando ancora si trovavano in un letto d’ospedale, dopo l’incidente che li ha obbligati alla sedia a rotelle. Il tutto grazie al progetto di Sport Therapy che da anni promuoviamo in collaborazione con la Domus Salutis di Brescia. La storia sportiva, ma anche umana, di Simona e Mirko è la prova del valore sociale di ciò che facciamo ogni giorno. Lavoriamo per garantire a chiunque sia rimasto vittima di un incidente invalidante la possibilità di tornare al più presto a una vita attiva, mettendo gratuitamente a loro disposizione sia la nostra esperienza sia un parco di attrezzature sportive in costante sviluppo”. Non tutti, poi, devono necessariamente competere a livello agonistico o arrivare in nazionale, ma quando succede è una grande soddisfazione. E riempie d’orgoglio.