Medaglie e riscatto, le imprese dell’Active Team La Leonessa

Dopo i successi del 2025, i nuovi progetti dell’associazione leader nell’handbike e nel tennis in carrozzina. Il presidente Colombo: “Il nostro impegno per una cinquantina di atleti grazie al sostegno di imprenditori come Tommaso Ghirardi”

Dovete immaginarlo come un sentiero. All’inizio, ci sono le persone che per la prima volta si affacciano all’attività paralimpica. Hanno subito un incidente invalidante, trovano un luogo, delle persone, una sfida che gli consente di recuperare un progetto di vita attiva. Alla fine, alcune di quelle persone sono diventate medaglie olimpiche, o titoli mondiali. Le altre, comunque hanno trovato il modo di tornare a correre, pedalare, spedire una pallina dall’altra parte della rete. “Perché il nostro obiettivo primario resta recuperare innanzitutto l’uomo, poi l’atleta. Che lo faccia attraverso lo sport agonistico o ludico o i vari progetti culturali cui aderiamo, chi viene da noi ritrova lo spirito e l’efficienza fisica necessari per un reinserimento sociale completo”.

Crescita costante

Sedici anni fa, una realtà come l’Active Team – poi, scopriremo come, diventata Active Team La Leonessa – non esisteva. Era il 2009 e “l’attività sportiva delle persone diversamente abili era gestita interamente da persone normodotate, che a me sembravano che le sfruttassero”. Chi parla è Marco Colombo, che quell’anno fondò a Gussago, Franciacorta, pochi passi da Brescia, l’associazione Active Sport con Maurizio Antonini e Ivano Boriva. Tutti e tre in carrozzina. “Io per un incidente in moto subito a 24 anni – racconta Colombo -. Era il 1992 e se fosse già esistita una Active da qualche parte a sostenere quelli come me probabilmente sarei riuscito a togliermi qualche soddisfazione in più nello sport”. Colombo è stato un discreto tennista in carrozzina – “vado orgoglioso del mio titolo italiano a squadre“, dice –, ed è un ottimo dirigente sportivo. “Quando nacque, nel 2009, Active aveva quattro atleti. Oggi sono una cinquantina, equamente divisi tra wheelchair tennis e handbike. Ma proponiamo anche badminton e vela, e andiamo nelle scuole primarie e secondarie a proporre i nostri progetti sull’inclusione e la sicurezza stradale”.  

L’aiuto del territorio

Una realtà che negli anni si è consolidata anche con l’aiuto di amici e sostenitori. “Onestamente – ricorda Colombo, che di Active Sport è il presidente –, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno economico di un gruppo di imprenditori del territorio, cito Tommaso Ghirardi e La Leonessa, il Gruppo Camozzi e la Mak. Con Ghirardi, che ha avuto anche il merito di portarci Francesca Porcellato, a lungo una nostra atleta, nel 2026 festeggiamo dieci anni di collaborazione. Il team di handbike capitanato da Sergio Balduchelli, infatti, porta il nome della sua azienda. Ed è un aiuto fondamentale, pensate solo ai costi dell’attrezzatura: per una handbike ormai ci vogliono 25mila euro, per un tandem non meno di dieci. Grazie a questi aiuti da ormai diciassette anni diamo a tutti coloro che ci scelgono la possibilità di correre, anche a persone che non avranno mai una carriera al top, però quando lo troviamo cerchiamo di dargli sponsor e sostegni. Non siamo una società che va a prendere atleti già affermati. Lo abbiamo fatto solo con la Porcellato, perché sapevamo che ci avrebbe fatto fare un salto di qualità, dandoci una visione dello sport e la preparazione di alto livello. Ma solitamente gli atleti si affermano con noi”.

Le medaglie mondiali

È capitato anche con Mirko Testa e Federico Andreoli, i due rappresentanti di Active che hanno conquistato una medaglia agli ultimi Mondiali di paraciclismo su strada, che si sono disputati a fine agosto in Belgio. Testa, bergamasco, atleta delle Fiamme Oro, da quando ha 21 anni su una sedia a rotelle per un incidente subito in una gara di motocross, già campione del mondo nel 2023 a Glasgow, un argento e un bronzo paralimpici a Parigi, due bronzi iridati quest’anno, nella prova in linea e in quella a squadre. Andreoli, ex sciatore a livello agonistico, ipovedente dal 2020, quando, per effetto di un meningioma alla testa la sua vista è stata irrimediabilmente compromessa, da tre anni pratica il paraciclismo nella categoria Tandem e con la maglia dell’Active Team La Leonessa. Sesto a Parigi nel 2024, campione del mondo quest’anno con la guida Francesco Di Felice. “Siamo felici e orgogliosi di sostenerli, sono due ragazzi straordinari – racconta il presidente Colombo -. Testa, che è cresciuto con noi, è riuscito ad entrare nelle Fiamme Oro, per lui una sicurezza fondamentale, per noi un motivo di orgoglio. Andreoli è entrato nel progetto paralimpico lo scorso anno e siamo riusciti a sostenerlo fino al Mondiale in Belgio. Da presidente, mi auguro con tutto il cuore di poterli accompagnare e sostenere fino a Los Angeles. Ma mi auguro che tutto il movimento paralimpico abbia maggiore visibilità e sostegno: sono ragazzi che con le loro imprese ispirano tanti, tantissime persone comuni a ripartire grazie all’impegno nello sport”. Qualche giorno fa, tutto il team di Active si è ritrovato a pranzo in un ristorante nel bresciano per festeggiare lo strepitoso 2025, ma è già tempo di preparare la prossima stagione, sempre con lo stesso spirito: “indietro non si torna”.